Impronte 2014, le mie poesie su carta

Aprile è stato un mese incredibile, soprattutto incredibilmente veloce. Sono tante le emozioni che ancora risuonano nell’aria e mi accompagnano fino a sera facendomi addormentare col sorriso. Ho aggiornato poco il blog perché sono stata molto impegnata: ho iniziato un nuovo lavoro, ho aiutato mio padre ad organizzare la sua mostra (come potete leggere dal post precedente) e sono riuscita a farmi spazio nel vasto mondo della scrittura digitale. Sapevo che la primavera avrebbe portato qualcosa di speciale.

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Finalmente trovo il tempo per parlarvi di “Impronte”, la collana dedicata ai poeti contemporanei edita dalla casa editrice Pagine di Roma e alla quale ho partecipato anche io. Si tratta di una serie di libri che celebra gli scrittori sconosciuti, le persone della porta accanto, coloro che con grande soddisfazione guardano le proprie opere su carta e sognano come non avevano mai fatto prima. Oggi è difficile farsi pubblicare per un poeta, che dico, impossibile. Pochi leggono questo genere perché troppi pensano che sia complicato, sorpassato, addirittura imbarazzante e poco rassicurante. Peccato, non c’è niente di meglio di alcuni versi per trovare quel porto sicuro che ci aiuta nella tempesta. Per fortuna c’è chi non smette di osservare il mondo con occhi diversi, da prospettive nuove e mai scontate. Impronte è stato per me come un raggio di sole arrivato giusto in tempo per squarciare il nero che mi circondava. Quindi con questo post desidero anche ringraziare le persone che stanno dietro questo progetto, una casa editrice che crede ancora nel potere della poesia. Tra le tante poesie che ho scritto negli ultimi anni ne ho scelte sette. Le più significative, le più rappresentative, le più belle. Per ciascun libro della collana ci sono 13 autori scelti da tutta Italia e far parte di questa piccola famiglia è qualcosa di straordinario. Impronte è un assaggio della potenza della scrittura nascosta tra le persone comuni. Una scrittura ricca di vita che vale la pena di sfogliare.

Potete vedere un’anteprima del libro al quale ho partecipato a questo link, e se volete si può anche acquistare! :)

Per quanto riguarda il resto delle mie avventure vi annuncio con molto piacere che sono entrata a far parte della redazione di due giornali online: Liberart e Il Quorum. A questi link potete leggere i miei primi articoli:
Arnoldo][Battois in fiera a Vicenza tra moda e design e FRIDA KAHLO in mostra alle Scuderie del Quirinale.

Vado avanti, non mollo. Per ora il viaggio è qualcosa di sensazionale!

Giulia

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La casa del mio spirito

Poesia è intimità condivisa, con se stessi o con gli altri.
Poesia è vita vissuta, ritrovata, amata.
Poesia è raccontarsi sottovoce e urlando allo stesso tempo.
Poesia è linguaggio creativo, intelligente, quasi magico.
Poesia è ricerca costante del bello, del meglio.

“Scrivere è un modo di vivere” diceva Gustave Flaubert. Niente di più vero per me. Non riesco ad immaginare la mia vita senza quel lato positivo che tanto amo del mio essere. Quando le parole si combinano in modo perfetto il mio cuore per un istante si ferma e poi riprende a battere più forte di prima. E’ come se una scarica di energia (dolce, non violenta) mi attraversasse dalla testa ai piedi e in quei secondi tutto quadra, tutto assume un senso preciso.

Una squisita sensazione di benessere mi pervade nel momento in cui una nuova poesia prende vita. Tra le parole mi sento a casa, completamente a mio agio e in sintonia con ogni fibra del mio spirito. Combinare, trasformare, aggiungere, togliere, inventare: il linguaggio offre infinite possibilità da esplorare.

Comunicare bene cambia la percezione della realtà, la maniera nella quale affrontiamo la vita, migliora la qualità della nostra esistenza.

A volte vorrei che la Poesia godesse di una maggiore considerazione, mentre altre volte mi rendo conto che è nella sua natura l’essere non conforme alla normalità, alla popolarità. E forse è meglio così, perché altrimenti perderebbe quel qualcosa che la rende così unica al mondo.

Giulia

Lascia sia il vento

Basta poco. Una parola. Un sorriso. Una carezza. Un silenzio che sa di poesia. E questa lirica di Margherita Guidacci (1921 – 1992) è davvero speciale, la porto nel cuore e la proteggo con tutta la forza che ho.

Lascia sia il vento

Lascia sia il vento a completar le parole
che la tua voce non sa articolare.
Non ci occorrono più le parole.
Siamo entrambi il medesimo silenzio.
Come due specchi, svuotati d’ogni immagine,
che l’uno all’altro rendono
un semplice raggio. E ci basta.

Margherita Guidacci