L’amor che move il sole e l’altre stelle

Un vero viaggio
non è cercare nuove terre
ma avere nuovi occhi.

– Marcel Proust

Mi è capitato più di una volta di scoraggiarmi, perché più di una volta sono stata messa alla prova dalle scelte che ho fatto. Anch’io, d’altra parte, ho intrapreso un percorso abbastanza impervio: quello della scrittura. C’è sempre qualcosa da imparare, e questo è un punto a favore molto stimolante, ma ci sono anche diversi ostacoli da superare, con un guadagno in termini monetari piuttosto scarso.

Tuttavia, amo così tanto scrivere che ogni giorno speso a riempire fogli bianchi mi ripaga di tutte le fatiche. E poi se c’è una cosa che ho imparato nelle ultime settimane è che i soldi non fanno la felicità. Lo so, lo dicono tutti e sembra scontato. Per la prima volta però sto provando sulla pelle il significato di quella frase, perché faccio qualcosa che mi piace – per cui ho studiato e lottato – guadagnando poco. Anche se il mio conto è più giallo che verde non posso fare a meno di sorridere: sono soddisfatta e fiera di poter dire “ho il lavoro che volevo”. I soldi rovesciano i sogni, cancellano le ambizioni e distruggono le amicizie.

Voler fare della propria passione un lavoro è un’impresa in salita, ma di recente qualcuno mi ha ricordato che con la forza di volontà si possono spostare addirittura le montagne. Ogni tanto, quando mi scoraggio perché ho paura di non farcela, tendo a dimenticare quanto potere ha la mia passione, e così ho bisogno di qualcuno che me lo ricordi. Se smetto di credere nelle mie capacità anche solo per un istante mi sento persa, per fortuna ho sempre accanto delle splendide persone che mi supportano e mi sopportano.

Scrivere è un lavoro che va costruito pian piano, va coltivato con infinita pazienza e costanza, altrimenti non si va da nessuna parte. Ecco perché è facile perdere fiducia di tanto in tanto: i frutti del proprio impegno arrivano lentamente e spesso si ha la sensazione di non concludere nulla. Non è così, ed è necessario ricordarlo ogni singolo giorno.

Lo ammetto, mi sono lasciata tentare dalla strada più facile. Perché quando non vedi i risultati, quando ti aspetti qualcosa che non arriva, quando le scarse prospettive ti fanno tremare le ginocchia, non è difficile cadere in tentazione e lasciarsi cullare da qualcosa di più semplice, ordinario e prevedibile.

Il guaio è che io e la prevedibilità non andiamo tanto d’accordo. Nemmeno le cose ordinarie mi fanno impazzire. Vorrei un impiego normale e senza sorprese, per provare quella sensazione di tranquillità a fine mese che credo di aver dimenticato. Vorrei. Ma non è quello che desidero, non sono più quella persona. Ho assaggiato una fetta di follia con un pizzico di libertà, e adesso voglio tutta la torta.

Ho fatto troppa strada per rinunciare al panorama che mi aspetta in cima alla montagna. Non tornerò a valle, non sceglierò il sentiero. Le mie mani sono sulla nuda roccia, e i miei piedi ben ancorati alla parete. Posso soltanto salire e vedere cosa mi aspetta al traguardo. Mi sento come un agricoltore che si prende cura del campo: lo ara, lo semina e poi aspetta. Ho seminato tanto da poter sfamare un’intera regione, ora attendo di veder fiorire la mia terra.

Mi piace scrivere perché mi piace leggere. Le trovo due attività che dipendono l’una dall’altra. Leggo, m’innamoro, mi perdo tra le parole e immagino di scrivere le storie delle quali vorrei essere protagonista. Non uso la scrittura solo per lavorare, per scrivere articoli, comunicati stampa o per correggere bozze. Prima di tutto la scrittura è un amore che coltivo anche per il mio piacere intellettuale, per permettere alla mia mente di provare infinite sensazioni.

Mi piace inventare nuovi progetti e ultimamente ne ho due in ballo: Away from You – Lontana da Te, un blog collettivo che spero di far partire molto presto e che racchiuderà le storie di donne che hanno lasciato il nido materno; e poi un racconto nuovo, il terzo dall’inizio dell’anno, di cui ho appena terminato il primo capitolo. Prima o poi mi piacerebbe condividerli su Poet River per farvi conoscere un lato di me diverso dalla poesia.

Tutto quello che devo fare quando perdo fiducia, è ricordare a me stessa di continuare a credere. Non ho bisogno di cercare altrove o qualcos’altro per essere felice. Mi basta credere in me, nelle mie capacità, in un futuro migliore perché sarò io a renderlo così. Le risposte alle mie domande le ho proprio qui, tra le mie mani. Forse prima o poi la gavetta finirà e avrò ciò per cui ho lottato. Nel frattempo mi godo il viaggio con gli occhi carichi di prospettive.

Giulia

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3 Replies to “L’amor che move il sole e l’altre stelle”

  1. Ciao Secco! scusa l’attesa per approvare il commento, ma come ben sai ero al mare… :) Comunque sì, io e te sappiamo che non è facile la strada che amiamo… ma se ci appassiona tanto ci sarà pure un motivo, o no? ;)

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