Non è mai troppo tardi

«Per essere felice, togli le parole “se solo” e sostituiscile invece con le parole “la prossima volta”.»
(Smiley Blanton)

Se solo avessi il tempo di fare quello che vorrei. Se solo potessi, se solo andassi. Quante volte ho ripetuto frasi di questo tipo, ancora non lo so. Dieci, cento, almeno mille. Poche le occasioni in cui ho preso in mano la situazione dicendo: la prossima volta farò così. Ero sempre inghiottita da altri lavori, impegni che non mi permettevano di esprimermi al cento per cento.

Oggi leggo la frase di Blanton e comprendo che, finalmente, ho il tempo giusto per fare davvero ciò che desidero. E penso che sia una fortuna incredibile, ecco perché sto facendo tesoro di ogni singolo istante che passo da pochi giorni a questa parte. Mi rendo conto di vivere un periodo fondamentale per la mia crescita artistica e forse è la prima volta che mi capita un’opportunità simile. L’unica domanda che ora mi faccio è: perché non ci ho provato prima? 

collageNon è frutto del caso tutto ciò che mi sta succedendo: ho preso il coraggio di dire di no ad alcune situazioni scomode, ho perso l’equilibrio per un attimo è vero, ma quando ho poggiato entrambi i piedi per terra mi sono accorta di non essere mai stata così sicura del mio cammino. Adesso ho in mano le redini del mio futuro, questa sono io che inizio a prendermi cura di me senza pensare troppo al timore di non farcela.
Il 2015 è l’anno perfetto per coltivare le mie passioni, per farle avanzare di livello e provare a vivere come ho sempre sognato dalla fine dell’università: con un lavoro che mi permette di sfruttare abilità e capacità in un settore che mi piace e con il tempo libero da dedicare alla scrittura che amo di più, quella svincolata da qualsiasi restrizione.

All’inizio dell’anno ho fatto una promessa a me stessa, cioè impegnarmi di più nella narrativa, provarci seriamente. Ora lo sto facendo con tutte le mie forze e sto scoprendo una gioia nuova, un’energia che non pensavo di avere. È la felicità che provo quando la mamma fa il pasticcio la domenica a pranzo, oppure quella che mi entra dritta nel petto quando l’abbraccio del mio amore spazza via la tristezza.
Insomma, questo lato di me impegnato fino in fondo nella scrittura mi fa sorridere più di quanto abbia mai fatto in vita mia. Con il lavoro di questi giorni spero di partecipare ad un concorso letterario importante e la scadenza è molto vicina. Per me è un bene, perché spesso lascio a metà quello che scrivo. Ho bisogno di una data di consegna, altrimenti – mi conosco – mando tutto in vacca (passatemi il francesismo).

Basta, quindi, con i se. È arrivato il tempo di scommettere su di me, perché so di avere le carte in regola per vincere. Nel frattempo aspetto con trepidazione il 22 aprile, quando parteciperò al mio primo corso di Copywriting e Storytelling a Bologna. Era tanto che aspettavo l’occasione di un workshop simile e finalmente il “se potessi andare” si è trasformato in “evviva ci vado!”. A tre anni dalla laurea sento dentro di me il desiderio di migliorare e di rimettermi in gioco.

Giulia

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