Pendii di rose sotto i miei cipressi

Io sono una selva e una notte di alberi scuri,
ma chi non ha paura delle mie tenebre
troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.  

(Friedrich Wilhelm Nietzsche)

Alzarsi la mattina e leggere questa frase. Boom! Colpo di fulmine.
Ho pensato: “Cosa può esserci di più bello delle parole giuste al momento giusto?”. Mi sono sentita subito ispirata e ho dovuto iniziare a scrivere. Le mie mani non sono riuscite a resistere al fremito causato dal desiderio.

Quando ho letto quelle parole di Nietzsche ho pensato a me stessa. È stato istintivo, spontaneo, immediato. Mi sono tuffata senza esitare in quel “chi non ha paura”, come un leone sulla preda. Sono io che non dovrei aver paura delle mie tenebre, perché so che al di là di qualsiasi nuvola c’è sempre il sole.

L’immagine dei pendii di rose mi ha regalato un respiro profondo e profumato. Ho chiuso gli occhi e ho percepito i polmoni pieni di nuova vita. Quante cose buone ho fatto negli ultimi anni, quanta terra ho coltivato con amore. Ma ho trascurato un po’ ciò che ho seminato, non gli ho dato l’importanza che merita e ho rischiato di far appassire le rose all’ombra dei miei timori. E allora ricordo a me stessa di non dimenticare, di continuare a cogliere ogni attimo e dare più valore alle piccole cose che amo e che mi strappano un sorriso.

Una visione incantevole e terrificante è comparsa nella mia mente da quel “sotto i miei cipressi”. Ho visto fronde impetuose muoversi a ritmo del mio cuore spaventato. Ho sentito il sibilo del vento farsi strada tra migliaia di foglie appese a un filo. Come i rami alti e minacciosi costringono gli occhi ad abbassarsi, così la paura annebbia la vista delle menti vulnerabili. C’è qualcosa di grande e sovrastante, qualcosa che sguinzaglia i dubbi e alimenta un’ansia incontrollabile. La preoccupazione di non essere abbastanza, di non fare abbastanza, di non vivere. E allora i rami crescono sempre di più, si attorcigliano e tolgono il fiato.

Apri gli occhi. La notte arriva solo per tenerti sveglia. Non c’è luce senza oscurità, perché non te ne accorgi?

Le parole hanno su di me un impatto che continua a sorprendermi. Sono la mia droga, la mia scarica di adrenalina e non posso restare impassibile difronte a tanta bellezza. La loro potenza in un secondo si scaglia sul mio spirito come un tuono. Veloce ed implacabile, assolutamente liberatorio. Vengo folgorata e ricaricata.

Ecco, adesso ho capito. La verità semplice e disarmante delle parole non è altro che lo specchio al centro della mia insaziabile ricerca. È lei la mia musa, la rosa profumata, il sole splendente che si cela sotto i miei cipressi.

Giulia

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