Lost in translation

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Chi siamo e chi vorremmo essere. Felicità. Cos’è. Dove si nasconde. Come riconoscerla. Spesso e volentieri ad un passo da noi. Non ci accorgiamo che ci sta già salutando da un pezzo.

Arrivata a 25 anni qualche domanda, giusto un paio, me la sto facendo. Il tempo dell’adolescenza spensierata, quello in cui “tanto ci pensano mamma e papà”, è ormai storia vecchia e i trenta si avvicinano ad una velocità fuori da ogni logica. Mi chiedo cosa farò, che donna vorrei essere, se realizzerò i miei sogni, soprattutto quali sono questi benedetti sogni. Ultimamente non li riconosco più. Forse ho maturato una diversa impressione sulle aspettative e sui desideri che mi girano attorno come satelliti impazziti. Sono sempre gli altri ad avere le idee chiare e io, ora più che mai, mi sento un pelo Lost in Translation.

C’è una fobia nei giovani d’oggi: quella di non riuscire a realizzarsi, di non fare la carriera giusta, di restare bloccati in una routine che spaventa ma al tempo stesso conforta. Lavoro e felicità sembrano andare di pari passo. Anche io sono così, piena di paure. Una laurea tanto amata e sudata contro un’Italia disorganizzata e mal disposta per i giovani che vorrebbero proseguire lungo il cammino della comunicazione.
Il giornalismo si è trasformato in un hobby coltivato giusto per tenersi in allenamento, l’editoria sta mostrando la sua natura vampiresca succhiando il sangue a chi per puro masochismo è disposto a pagare, e il marketing purtroppo lo può fare chiunque (come l’emerito idiota che ha partorito questa pubblicità: https://www.youtube.com/watch?v=IOZtiSHW0Yw). Avendo già subìto una truffa, per fortuna senza conseguenze gravi a parte il mio cuore spezzato, sono diventata davvero molto diffidente nei confronti di questo mondo sempre più marcio.

La mia diffidenza/sfiga comunque mi ha portato qualcosa di buono. Mi ha insegnato che ci sono occasioni da prendere al volo, anche se sono temporanee o distanti dalla strada che si percorre di solito. Mi ha fatto capire che a volte non è tanto il lavoro in sé ciò che conta, ma il sentirsi bene e a proprio agio mentre lo si fa. In particolare ho fatto mia una verità importante: le persone fanno la differenza. Anche un lavoro da sogno può trasformarsi in un incubo se si hanno accanto i colleghi sbagliati, quelli che nonostante tutto rovinano i momenti migliori. Si può fuggire da tutto questo, ricominciare da capo e magari provare cose nuove, inaspettate, ritrovandosi per puro caso in un gruppo di persone grazie al quale non si smette più di sorridere. Io per fortuna sono fuggita, ho cambiato e ora ogni parte del mio viso è incline alla felicità.
Ripensando alle mie numerose esperienze lavorative è stato proprio il rapporto con gli esseri umani, più che le mansioni da eseguire, a farmi prendere determinate decisioni sul futuro.

Difficile riconoscere la felicità. Si può trovare nel lavoro, negli amici, in un letto mai vuoto e perfino nelle camicie da stirare. Più che trovarla, neanche fosse un euro lasciato per strada, la felicità va costruita con le proprie mani giorno per giorno. In un periodo così, nel quale sembra impossibile fare progetti a lungo termine, è fondamentale imparare a cogliere ogni singolo attimo. Chi sono, chi sarò, cosa desidero veramente. Seguo l’istinto, mi affido al cuore e forse un giorno riuscirò a darmi qualche risposta.

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E a proposito di quel sentimento tanto ricercato del quale ho sbrodolato fin qui, non vedo l’ora che arrivi settembre: quest’anno la magia me la creo da sola auto-pubblicando la mia prima raccolta di poesie, il mio primo libro. Stay tuned.

Giulia

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2 Replies to “Lost in translation”

  1. È molto bella questa ingenuità positiva di una venticinquenne…per noi che di anni ne abbiamo il doppio, leggere queste parole ci riporta un po’ indietro nel tempo…ma con la consapevolezza mista a rabbia che la rincorsa al profitto ha cambiato parecchio le cose in 25 anni…e la mancanza di lavoro è una di quelle. Quello che ti posso dire con tutto l’affetto che ho per te è solo di continuare a essere te stessa, solare e vera come sei sempre stata! Ti abbraccio

  2. Grazie per il commento Nico! :D eh sì hai centrato in pieno… la rincorsa per il profitto mi spaventa e proprio per questo cerco di distanziarmi… desidero solo essere me stessa e andare alla ricerca di ciò che mi fa felice piuttosto che ricca… ;) un abbraccio!

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