Pride & Prejudice

“Cosa metto come professione?” mi chiede il ragazzo al di là del vetro.
“Scrittrice”, avrei voluto dire. Invece no, dalla bocca mi è uscito “Impiegata”.

Ho rinnovato la carta d’identità questa mattina e sono due le cose cambiate da dieci anni ad oggi: la fototessera ed essere passata da studentessa a lavoratrice. Dopo la laurea sto provando a costruirmi una strada nell’editoria ma non è così facile, ci vuole una qualità importante, la pazienza.
Da poco ho iniziato a fare qualcosa di concreto, infatti sto collaborando come free-lance nella stesura e nella correzione bozze di un libro, tuttavia finché non lo vedo tra le mani, finché non ne sfoglio le pagine, finché non ne sento il profumo, ancora non mi sembra vero. Mi sembra che tutto giri intorno ad un mistico vuoto cosmico dalla forma indefinita.
E poi sto gettando le basi per un progetto che realizzerò con l’aiuto di un fotografo speciale (chi mi conosce e mi legge da tempo sa già di chi si tratta). Mi piacerebbe nel corso di quest’anno completare la traduzione in inglese delle mie poesie sempre con la supervisione del mio lui, per poi pubblicarle in un libro la cui copertina sarà una foto che dobbiamo ideare insieme. Ultima cosa, parteciperò ad un concorso letterario di critica poetica che pare davvero interessante, ne approfitto anche per pubblicizzarlo, lo trovate a questo link.

Il tutto ovviamente senza dimenticare l’altro lavoro, quello del famoso “Impiegata” di prima che mi porta via la maggior parte del tempo, ma che per fortuna mi dà di che vivere e mi fa sentire sicura economicamente parlando (e quando lo trovo un momento per pulire casa in mezzo a questa marea di cosa da fare?? Chissà!).

Non è certo di grande valore ciò che sta scritto sulla carta d’identità, anzi, però mi sta sul c**o non aver ammesso con me stessa quello che sto realizzando. Non sto guadagnando con quello che più desidero, è vero, comunque non vuol dire che non sia il lavoro dei miei sogni o che sia meno reale di quello che è.
La scritta sulla carta non la posso cancellare, almeno non fino al 2024 (chissà dove sarò e chi sarò diventata), ma quella nella mia testa e nel mio cuore la posso cambiare in qualsiasi momento, lo devo fare, poiché spetta solo a me decidere come vivere la mia vita.

E allora non aver paura di dirlo al mondo intero, non dimenticare chi sei piccola G.

Giulia

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3 Replies to “Pride & Prejudice”

  1. Io in questo sono stato più coraggioso (o più pazzo): da più di vent’anni ci faccio mettere SCRITTORE, anche quando non speravo più di pubblicare, perché anche se facessi altri lavori quella si chiama carta di IDENTITÀ, e quindi deve dire al mondo che cosa io SONO, non cosa faccio o non faccio per procurarmi maledetto denaro.
    Vedrai che troverai il coraggio la prossima volta… :D
    Un abbraccio.

  2. Porca miseria Zio… quanto ti stimo!!!! hai ragione da vendere… resti sempre un modello da seguire!!! :) spero davvero di trovarlo quel coraggio, di sentirmi più realizzata nei prossimi mesi… cancellerò quella scritta… ci proverò con tutta me stessa!!!!!!!!!!

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