Il Grande Blu

Quando ero una bambina e andavo al mare coi miei genitori adoravo fare le immersioni con maschera, pinne e boccaglio. Mio padre mi ha insegnato a nuotare e le prime volte andavamo insieme ad esplorare la costa.

Guardare il mondo sottomarino con gli occhi pieni di curiosità verso una realtà così affascinante e piena di sorprese mi rapiva anima e corpo. Potevo stare in acqua per ore senza accorgermene. Andavo su e giù, toccavo le stelle marine, inseguivo i pesci e cercavo tesori sommersi nella sabbia. Per me era un’avventura ad ogni tuffo, finché non mi spingevo troppo in là dalla riva e scoprivo quel lato cupo e misterioso del mare aperto. La mia pelle avvertiva subito il cambio di temperatura dell’acqua ad ogni metro che facevo. Il fondale diventava sempre più distante e l’ossigeno non bastava per riuscire a toccare il fondo e risalire prima di un’altra boccata d’aria. Scoprivo i miei limiti di essere umano.

In pochi minuti mi trovavo di fronte alla cosa che più mi spaventava e attirava allo stesso tempo, il famoso “Grande blu” descritto nel film d’animazione “Alla ricerca di Nemo”. Quando guardavo quella sconfinata distesa d’acqua, che annientava qualsiasi senso di sicurezza, mi sentivo impotente e decisamente piccola rispetto alla maestosità di ciò che stavo ammirando. Non sopportavo la vista di quel muro blu, perché i miei occhi non riuscivano a contenerlo. Avevo il terrore che qualsiasi cosa potesse sbucare da quell’immenso “nulla” e cancellare le mie certezze, quelle che solo la terraferma riusciva a trasmettermi.

Sono passati degli anni dalle mie ultime immersioni, ma devo dire che quelle sensazioni di paura ed eccitazione non mi hanno mai lasciata e, anzi, in questo periodo della mia vita mi sento esattamente come quando mi trovavo ad un passo da quella sconfinata e impenetrabile distesa d’acqua, quel muro senza luce nel quale cercavo di capire la direzione giusta da prendere, ma più lo osservavo e più mi spaventava ciò che non riuscivo a vedere.

Oggi mi trovo a dover fare delle scelte e prendere decisioni importanti che cambieranno la mia vita. Sono diventata adulta senza nemmeno accorgermene e la vita quassù è come stare ai piedi di quella pietrificante vastità, nella quale non so cosa può accadere. Questa volta no, non scapperò a riva senza voltarmi indietro. Desidero affrontare i miei demoni, consapevole della possibilità di affogare ma con il coraggio di andare avanti lo stesso.

Giulia

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4 Replies to “Il Grande Blu”

  1. Io ho smesso di fare il bagno, non mi va più come un tempo. Le cose della vita le affronto con più istintività e più forza di un tempo. Crescere è anche questo.

    Bacio

  2. Che invidia, per questa tua dimensione acquatica infantile: io avevo una fifa tremenda!
    L’importante, da adulti (o, nel mio caso, da bambini cresciuti) è non avere paura nel misurarsi con la vita. Io cerco di non averne. E sono sicuro che non ne avrai tu, che sai essere coraggiosissima!
    Un abbraccio grande, Amica mia!

  3. sagge parole zietto!!! “Non avere paura nel misurarsi con la vita”… questa frase racchiude il senso di tutto mi sa… :) ti abbraccio anche io, e ti dico che quel “pettinatino” sta sul culo anche a me…. (mi sto divorando il tuo libro)

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