Come un’onda di calore

“La poesia è l’arte del dipingere con le parole”

Ieri sera ho scritto questa frase pensando alle sensazioni che provo quando cerco di scrivere una poesia. E’ come se prendessi un pennello e dipingessi la vita attraverso le parole. Prendo il mio foglio bianco e comincio a dar colore alle emozioni.

Penso che il linguaggio, in ogni sua forma, abbia una grande potenzialità che andrebbe sfruttata al massimo. Invece, troppo spesso ci limitiamo a fare il minimo indispensabile e non solo nella comunicazione, bensì in ogni ambito della nostra vita. Per questo quando scrivo mi sento viva, perché sfruttando il mio linguaggio in modi diversi dal solito, le cose che mi circondano si colorano di nuovi significati. La poesia mi dà la possibilità di guardare il mondo da un’altra prospettiva, un punto di vista che prima non avevo notato nel grigiore della routine. Non è solo osservazione, è anche piena partecipazione.

I grandi artisti non sono considerati tali solo per un eccellente uso della tecnica, ma soprattutto per quello che riescono a trasmettere grazie alle loro opere. Prendiamo ad esempio Michelangelo. Quando ho visto la “Pietà”, nella Basilica di San Pietro in Vaticano, non ho pensato subito al fatto che fosse una statua strutturalmente perfetta. Prima di tutto sono stata invasa da un’onda di calore, di umanità. Quel marmo senza vita mi ha trasmesso tante emozioni come se davanti a me avessi avuto qualcuno che mi parlava con il cuore in mano. Emozioni che sembravano appartenermi nonostante fossimo divisi da un enorme divario temporale. Come può la pietra far questo? Come può un uomo far si che accada una tale magia?

Queste domande le pongo a me stessa per cercare di capire come mai nel mondo della letteratura una poesia può essere più o meno magnetica a seconda di chi la scrive. Forse è il “distacco” ciò che fa la differenza. Alcuni rimangono estranei rispetto a quello che scrivono.
E così appaiono le loro creature: fredde. Altri invece bevono dalla coppa della vita fino all’ultima goccia e non hanno paura di farsi coinvolgere. Guardate Dante: lui ha messo se stesso e il suo amore al centro di un viaggio incredibile. Oppure Leopardi e Petrarca. Anche loro, come molti altri, hanno staccato pezzi dell’anima per donarli alla poesia.

Credo che in questo modo si crei una sorta di empatia tra chi scrive e chi legge. Come se i sentimenti uscissero dalle parole per abbracciare le persone che in quel momento provano gli stessi turbamenti. Ecco, dev’essere successa la stessa cosa anche a Michelangelo. Perché nell’arte quello che conta è la passione. Senza di essa un’opera di qualsiasi genere risulta priva di spessore, di calore umano.

Nel mondo dei blogger ho conosciuto persone che considero dei veri e propri artisti, come i grandi del passato, perché mettono l’amore in ogni cosa che fanno e in questo modo lo trasmettono anche ai lettori. E’ davvero bello condividere le proprie passioni con chi le sa apprezzare, è una cosa a cui non saprei rinunciare.

Giulia

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